Il libro sul comodino: Divorare il cielo

Certi libri portano con loro un’urgenza che non ha nulla a che vedere con la curiosità. Si tratta dell’urgenza che il lettore nel più fortunato dei casi prova nel sentirsi catturare da una storia che non riesce a smettere di leggere.

Il libro sul comodino di questa settimana è uno di quei fortunati e felici casi:

Divorare il cielo di Paolo Giordano.

Accade che il 5 agosto, su un volo diretto ad Atene, Giordano riesca a conficcarmi nella testa di Teresa. È con urgenza che Teresa cerca Bern. È con una ben celata urgenza che lui tiene un pezzo di Teresa solo per sé.

È l’urgenza che muove due adolescenti alla scoperta del proprio corpo e dei sentimenti. Quell’urgenza che come un invisibile filo non si spezza, né se a provarci saranno la madre di lei o i fratellastri di lui, né quando ci sono di mezzo la distanza tra Torino e la Puglia o le incertezze dell’uno o dell’altra.

Divorare il cielo sarà come un pugno nello stomaco.

Proverete dolore a vivere la storia di Teresa e Bern ma non riuscirete lo stesso a staccare gli occhi dalle parole.

Sono vite che qualcuno aveva voglia di salvare, di proteggere, ma che si sono distrutte, accartocciate su loro stesse, stracciate da legami che non hanno definizione ma contorni ben marcati. L’amore, la dipendenza, l’ossessione si mescolano ma senza accontentare nessuno. Senza rendere felice nessuno.

Abiterete a Speziale, un piccolo paese della provincia pugliese, per tutto il tempo che vi ci vorrà per leggere questa storia che così ha inizio:

Li vidi bagnarsi in piscina, di notte. Erano in tre ed erano molto giovani, poco più che bambini, come allora ero anche io.

Scoprirete presto che quella che in apparenza vi potrà sembrare una cotta adolescenziale avrà già in sé il germe di un amore totalizzante.

Forse gli altri lo amavano perché era infallibile, io no. Lo amavo e basta.

È così che Speziale diventerà per Teresa quel luogo del cuore al quale fare ritorno, ma quando l’estate successiva apprenderà che Bern non è più alla masseria e che ha messo incinta una ragazza, Violalibera, vorrà subito allontanarsene.

Tutto di quel luogo infatti le ricorderà Bern: il padre adottivo Cesare, i fratelli acquisiti Nicola e Tommaso e la campagna pugliese che ogni cosa avvolge. Ormai però il dado è tratto e quando Teresa dovrà far ritorno a Speziale per la morte della nonna troverà lì Bern ad aspettarla.

Da questo momento la storia vi travolgerà e nulla di quello che leggerete lo avrete potuto immaginare prima.

Teresa e Bern abiteranno abusivamente la masseria di Cesare insieme ad una piccola comunità; senza acqua e corrente elettrica, da lì condurranno le loro battaglie per la salvaguardia ambientale e a favore degli animali: lotte, presidi, scioperi scandiranno le loro giornate.

Teresa abbandonerà tutto, studi compresi, per una vita insieme a Bern e quando sembrerà che la masseria riprenda vita sotto le loro cure amorevoli ecco che qualcosa si rompe: nella masseria, tra i suoi abitanti, tra Teresa e Bern.

Una Teresa trentenne metterà ordine nella storia grazie al racconto a posteriori di Tommaso, che colmerà lacune, darà un senso più compiuto a gesti, azioni e fatti sventurati.

La verità sulle persone “arriva mai un punto in cui possiamo affermare di saperla?”

Perchè ne esiste una sola?

Cercavano indizi cifrati nelle mie conversazioni, interpretavano i rumori, ma non coglievano gli innumerevoli momenti di felicità, gli anni di convivenza mia e di Bern, le mattine a letto e i pasti lunghissimi, quando ci lasciavamo ipnotizzare dal movimento frusciante della chioma del pepe oltre la finestra. Non coglievano l’esaltazione degli anni in cui avevamo abitato lì dentro in sei, in mezzo a una confusione gloriosa, né l’intensità dei sentimenti che provavamo l’uno per l’altro, almeno all’inizio. E non coglievano la speranza di cui la masseria era intrisa.

Divorare il cielo è una storia bella, pazzescamente bella.
Fidatevi, mettetela sul vostro comodino.

 

Durata della lettura
Lo divorerete in un paio di sere

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture 

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