Il libro sul comodino: Frida vestida

Frida vestida è uno strepitoso viaggio tra gli abiti e gli accessori della pittrice messicana.

L’immagine di Frida non accenna a sbiadire. A raccontarcelo con passione Alessandra Galasso. L’autrice descrive la più famosa messicana di tutti i tempi attraverso gli abiti e i monili da lei indossati, regalando al lettore un originale tuffo nel suo mondo: fotografie, ritratti e un interessante glossario sono accompagnati dalle bellissime illustrazioni di Alessandra Scandella.

Il libro Frida vestida ricostruisce il rapporto tra Frida e la moda.

Gli abiti tradizionali, i fiori freschi tra i capelli, i nastri colorati e persino il monociglio e i suoi baffetti hanno finito per definire la sua immagine trasformandola in un’icona.

La Fridamania ha invaso le passerelle: da Jean Paul Gautier a Givenchy, da Kenzo ad Alberta Ferretti, fino a Missoni e Valentino, ciascuno di loro ha reso omaggio all’artista capace di definire la sua immagine da sola, prima che fossero gli altri a farlo.

Colei che partorì se stessa.”

Anticipatrice del concetto di empowerment, termine che indica la consapevolezza di sé maturata attraverso l’autostima e l’autodeterminazione, Frida ha usato la moda per raccontare la sua Mexicanidad.

Per essere originali, occorre conoscere le proprie origini affermava Pablo Picasso.

Frida è una mestiza. La pittrice vanta un mix di discendenze indigene ed europee ma sceglie di appartenere alla regione d’origine della madre, quella dell’istmo di Tehuantepec nel sud del Messico come raccontano la blusa huipil in seta e la rabona, l’ampia gonna lunga.

Ciò che indossa racconta delle persone a cui sente di appartenere.

Ma Frida Kahlo appartiene davvero aqualcuno? Se così si può dire, questo qualcuno è senza dubbio Diego Rivera. È lui la sua luce e la sua tenebra. Tra i monili indimenticabile è la collana in smalto, turchese e corallo con il ritratto in miniatura del suo Diego (1950 circa).

Ciò che indossa racconta le sue gioie e i suoi dolori.

Nel tracciare la storia della sua immagine non si possono tralasciare la protesi usata da Frida dopo l’amputazione della gamba destra, con lo stivaletto in pelle rossa decorato con motivi orientali, o i numerosi busti in gesso, che era solita decorare con smalto rosso quasi a voler trasformare anche il dolore in un’opera d’arte.

Con il passare degli anni i suoi costumi diventarono un antidoto all’isolamento; anche alla fine dei suoi giorni, quando era molto malata e riceveva poche visite, si vestiva ogni giorno come se dovesse prepararsi a una festa.

“Comprate il biglietto” e non perdetevi questo viaggio nel mondo di Frida vestida.

Durata della lettura
cinque sere in compagnia di Frida vestida

Ph. Sara Cartelli
The Eat Culture

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