Il libro sul comodino: Giselle

Giselle è un libro incantevole.

Qualche settimana fa scorrendo la home di Instagram mi sono imbattuta in questa novità editoriale pazzesca di Gallucci editore.

Le eleganti mani di Charlotte Gastaut portano nel mondo dell’illustrazione la storia della giovane contadina Giselle, nota in tutto il mondo grazie al balletto di T. Gautier e J. H. Vernoy de Saint-Georges.

In un maxi formato d’eccezione l’illustratrice francese imbastisce la storia d’amore e di perdita della giovane Giselle e di Loys, suo amato, che in realtà scoprirà essere il principe Albrecht, promesso sposo della bella Bathilde.

Il tradimento consuma fino alla morte la povera Giselle trasformandola in una delle Villi, spettri di fanciulle che la leggenda slava descrive morte infelici perché tradite o abbandonate prima del matrimonio.

Quello delle Villi è il mondo della temibile regina Myrtha al quale Giselle cerca di sottrarre Albrecht. Ce la farà?

Incredibili pagine traforate con la tecnica del papercut scandiscono il ritmo della storia.

La delicatezza necessaria alla loro realizzazione traduce perfettamente la poesia delle immagini, portando il lettore in un mondo magico dai colori oro, bianco, rosso, viola e verde.

La gamma cromatica è avvolta dal tratto grafico “alla Gastaut”, donna in grado di spaziare dal campo dell’illustrazione a quello della moda, che ritroviamo in altre storie edite da Gallucci editore come ad esempio Il flauto magico (non perdetevelo).

Pagine in carta trasparente sono invece impiegate per la realizzazione delle Villi e della regina Myrtha che, come figure eteree, si aggirano nel bosco cariche di vendetta per condannare a morte con la danza Albrecht, reo di aver ingannato Giselle confinandola ad un destino di dolore e di morte.

Le parole trovano posto sul bordo superiore lasciando alle immagini lo spazio che meritano.

Questo albo illustrato è proprio un favola, in ogni senso. Sfogliarlo insieme ai vostri figli vi renderà felici.

 

Durata della lettura
una notte nel bosco

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture

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