Il libro sul comodino: Heidi

Un libro che mi facesse ridere di pancia non l’avevo ancora trovato, almeno fino a quando ho stretto tra le mani un libro di Francesco Muzzopappa, che forse con un cognome così non poteva che avere questa mission nella vita ma non precludiamogli nulla.

Heidi, edito da Fazi Editore, è il titolo del suo ultimo romanzo:

Ed eccoci arrivati al punto: mio padre non mi chiama con il mio nome di battesimo da anni. A volte sono Barbara, la sua assistente storica al “Corriere”. Più di frequente, invece, mi chiama Heidi.
C’è un motivo: lui e io non abbiamo mai avuto un buon rapporto. Tracciata la sua linea snob al di sopra della quale c’erano lui e pochi altri, al di sotto, tra i molti, c’ero anch’io, imperfetta, incostante e indecisa. Di me non si è mai interessato granché. L’unica concessione da padre premuroso risale alla mia infanzia, quando seduti sul nostro divano di velluto verde a coste guardavamo insieme le videocassette di Heidi.

Una figlia, Chiara, direttrice casting dell’azienda Videogramma presieduta dallo Yeti, un uomo senza scrupoli che incita i suoi dipendenti alla produzione di nuovi format televisivi, pena il licenziamento. Un padre, Massimo Lombroso, nota firma del “Corriere della Sera”, famoso e temibile critico letterario che, affetto da demenza selettiva, viene cacciato dall’ospizio costringendo i due ad una assurda e forzata convivenza.

Necessaria è la presenza di una persona che si prenda cura di Massimo. Dopo una selezione non tanto ardua, vista la scarsità del personale “umano”, arriva nelle loro vite Thomas, un giovane paramedico che dimostra da subito capacità di interazione sorprendenti:

Ho il tempo di pensare a tre cose:
1. Questo Thomas ci sa fare davvero;
2. Sembra in gamba;
3. Dovrebbe fare qualcosa per quei capelli.

Chiara è sì imperfetta e indecisa ma sa essere meravigliosamente ironica, una donna intelligente capace di catturare il lettore sin dalle prime battute, chiedendogli la massima complicità:

Sapete come funziona no?
Stai passeggiando per via Fiori Chiari, ti chiama una donna facendoti psss, ti avvicini al suo banchetto, sai già che non ti fiderai, sai già che ti racconterà un mucchio di frottole (…). E poi, alla fine, ti siedi. (…) Ti prende la mano e ti dice che l’amore va male, la famiglia insomma, il lavoro così così, la vita sociale è un disastro, la casa parliamone, la fortuna cerchiamola, l’orologio biologico madonna e che il futuro è in arrivo. Ora. Che il futuro sia in arrivo credo sia proprio nelle corde del futuro. Non ho mai incontrato futuri che non fossero in arrivo, e come per il resto del mondo immagino che la regola valga anche per il mio.

Un futuro, quello di Chiara, che Muzzopappa racconta in 233 pagine.

Mai banale, sincero, comico, a tratti geniale, l’autore ambienta la storia nella Milano dei workaholic, in un’azienda, la Videogramma, nella quale il campionario dei tipi umani è vario e grottesco. Si ride, anche della tragica verosimiglianza con la realtà, e ci si appassiona alla tenerezza del rapporto tra Massimo e Thomas.

E Chiara cosa pensa di Thomas?

Si dice che l’uomo perfetto si riconosca dal modo in cui guida, da come tiene il cambio, da come posa le mani sul volante e dall’abilità nel parcheggiare nei posti più stretti. Io invece lo vedo come un modo perfetto per trovare l’autista dei sogni. Per quel che mi riguarda, se un uomo sa fare massaggi del genere ha diritto ad almeno cinque donne, vergini e con una potente carica sessuale. Uno così, se lavora con le donne anziane, le trasforma in vecchie milf o nuove granny.

Mettete Heidi sul comodino o portatelo sotto l’ombrellone, fidatevi.

Vi coinvolgerà, vi farà ridere (già a partire della seconda pagina) e tra una risata e l’altra parlerà della vita, anche della vostra.
Grazie a Fazi Editore per scelte editoriali come questa. Viva Heidi e viva Muzzopappa che in tutto questo ridere è capace di esprimere con una sola parola l’amore di un padre per una figlia. Quale? Lo scoprirete leggendo.

 

Tempo di lettura
un paio di sere con Heidi e tante risate

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture

Spread the culture
  • 27
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
More from Ramona Lucarelli

Un caffè con… Alessandra Cimatoribus

Gironzolavo in libreria quando una copertina dal titolo SOGNO, AMORE E MAGIA...
Eat it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *