La felicità

Ciao autunno con una crema di zucca, sedano e ceci

Tra un giorno ho 28 anni e in giro c’è aria da attesa di nuovo millennio. Mi ricorda quando eravamo nel 1998 e tutti si aspettavano tantissime cose in ordine abbastanza confuso o semplicemente la fine del mondo.
Le conversazioni che dagli adulti erano quelle. I grandi progetti erano targati tutti 2000, le promesse, le aspettative anche e soprattutto quelle che riguardavano la felicità!
Io allora avevo otto anni, le cosa andavano per il meglio un po’ per tutti e dentro di me li facevo anche io quei progetti lì, quelli che il mondo targava 2000 e io posticipavo a
– quando sarò una ragazza grande.
A ripensarci era proprio quella a cui sto giungendo l’età cui facevo riferimento quando fantasticavo.

Devo dire che rispetto ai miei sogni di bambina sono in ritardo.
Non mi aspettavo forse di vivere in un mondo liquido e fatto solo di incertezze, in cui tutti i miei coetanei sono più o meno spararti come palline impazzite a cercare di raggiungere il tempo e il loro futuro.
Io compresa.

Un po’ per lavoro, un po’ per ansia però ultimamente ho fatto un bilancio. Infelice.
No, non posso dire di aver fatto carriera.
No. Il mio percorso non mi ha dato il compagno ideale che sogno da tutta la vita.
No, non sono decisamente nel procinto di sfornare un bel bambino pieno di boccoli e con le guancette rosse.

Un disastro.
Sì, forse.

Ma qui stiamo parlando di felicità e non vogliamo deprimerci.
Non ne abbiamo voglia.
E poi si… Sembra una frase fatta ma la felicità non ha proprio a che vedere che fare con i grandi progetti ma con una serie di cose piccole piccole che, messe l’una sopra l’altra, ci rendono in grado di dare vita a grandi progetti. Piccoli input di luce che, se coltivati, ci conducono a un percorso positivo e del tutto personale. Un percorso che non segue mode, non segue influencers, non segue pressioni social(i) ma fa una cosa davvero rivoluzionaria: rispetta il proprio tempo.
E riguardo al tempo, non so voi, ma io di sicuro devo farmi un’ammenda.
Il tempo può diventare il nemico numero uno della felicità. Soprattutto se viene sprecato o usato male.
Il tempo è dentro l’equazione che, come risultato, dovrebbe dare la felicità. Quella su cui un po’ tutte le – ragazze grandi – che conosco stanno lavorando come matematici febbricitanti, visionari e ispirati. Ognuna a modo suo.

Personalmente sono due gli anni che mi separano dal mio millennio ed essendo che domani è il mio compleanno mi va anche di farmi un regalo, un augurio.
Mi auguro di viverli più autenticamente di quanto non abbia fatto finora, senza sprecare il tempo ma investendolo solo in ciò che amo.
Mi auguro di affinare sempre più la mia capacità di sottrarre: cose, persone, abitudini insane dalla mia vita.
Mi auguro di non sentirmi più in ritardo e accettare che non ha nessun senso.
Mi auguro di avvicinarmi così, un po’ di più, alla felicità.

Concludo con una frase che ho letto l’altro giorno, che non conoscevo, ma trovo una delle cose più belle che abbia mai letto.

La perfezione non si raggiunge quando non c’è più niente da aggiungere, ma quando non c’è più nulla da togliere.

Penso abbia molto a che vedere con la felicità.

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