Il libro sul comodino: Notti bianche

Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso che, gettandovi uno sguardo, senza volerlo si era costretti a domandare a se stessi: è mai possibile che sotto un cielo simile possa vivere ogni sorta di gente collerica e capricciosa?

Caro lettore, è notte in una città deserta nel romanzo di Fedor Dostoevskij:

Notti bianche

I fatti si svolgono in primavera al tempo delle Notti bianche di San Pietroburgo.

Qui la magia notturna della primavera nordica è il regno di ogni possibilità. Tutto può accadere, anche un incontro fatale che sembra sognato o un sogno che prende i connotati della realtà.

I due protagonisti si incontrano casualmente di notte: un giovane ragazzo in penosa solitudine, di cui si sa molto poco, e una fanciulla, di nome Nastenka. Quattro notti per raccontarsi l’un l’altro sogni e speranze. I loro sentimenti appaiono superiori all’amore comune: essi si fidano l’uno dell’altra come accade tra fratello e sorella.

Il sognatore ha appena 26 anni ma si sente già solo, senza amici o conoscenti. Egli non vive nel mondo reale ma crea un mondo immaginario pur sapendo che nelle realtà ciò che vedrà al suo risveglio non assomiglierà assolutamente al mondo da lui creato.

Io sono un sognatore. Ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso non ripeterli nei sogni. Vi sognerò per tutta la notte, per tutta la settimana, per tutto l’anno.

La giovane Nastenka invece vive insieme alla nonna, la quale, mai allontanatasi dalla soglia di casa, non conosce il mondo; a causa delle sue paure la donna priva Nastenka della libertà. La fanciulla infatti è profondamente innamorata di un ragazzo, al quale sua nonna ha affittato una camera. Un giorno l’inquilino si allontana dalla città per affari ma lei promette di aspettarlo fedelmente.

Il culmine della vicenda vive alla fine della quarta ed ultima notte.

Quale magia ha in serbo per noi Dostoevskij?

Un giorno di pioggia romperà l’incanto ma nulla di ciò che è stato vissuto o sognato potrà più esser cancellato.

Un ventisettenne Dostoevskij si cimenta in un “romanzo sentimentale”. Egli descrive l’amore che nasce fra Nastenka e il sognatore come il più bello fra tutti: un amore che nulla si aspetta e nulla vuole.

Con Nastenka vediamo nella vita del sognatore momenti di autentica felicità:

“Un intero attimo di beatitudine! Ed è forse poco, seppure nell’intera vita di un uomo?”

 

Tempo di lettura
Notti bianche

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture

Spread the culture
  • 28
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
More from Ramona Lucarelli

Il libro sul comodino: La finestra

Quand’è l’ultima volta che avete guardato fuori da La Finestra? Io non...
Eat it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *