Il libro sul comodino: Ciao, tu

Ciao, tu di Beatrice Masini e Roberto Piumini
Non mi avevano detto che Ciao, tu di Beatrice Masini e Roberto Piumini mi avrebbe rapita.

Non mi avevano detto che l’incipit è tra i più belli mai letti.

Non mi avevano detto che sarebbe bastato quello a farmi innamorare dell’intero libro.

Non mi avevano detto che in seguito avrei desiderato assomigliare un po’ di più a Viola, perchè a quindici anni sa raccontare liberamente e consapevolmente i suoi sentimenti.

Non mi avevano detto che avrei potuto incontrare un ragazzo come Michele, se solo il mio cuore fosse stato un po’ più impavido.

Non mi avevano detto che uno zaino può essere il luogo perfetto per nascondere una lettera d’amore.

Non mi avevano detto che la risposta può nascondersi dietro la lavagna.

Non mi avevano detto che crescendo avrei potuto sentire la mancanza della felicità di un’attesa.

Non mi avevano detto che indovinarsi, scoprirsi, riconoscersi poteva essere un gioco giocato in due.

Non mi avevano detto che scrivere dei propri sentimenti avrebbe potuto vincere timidezza, pudore, sfacciataggine, e la paura di mostrarsi per quello che si è.

Non mi avevano detto che mi sarei sentita un po’ più felice dopo aver letto Ciao, tu.

Un grazie speciale a Chiara Carminati, che leggendone l’incipit – tra i più belli che lei dichiara di aver letto – mi ha portata qui, oggi, a parlarvi di Ciao, tu:

Indovinami. Scoprimi. Sappimi.

Sono quella con due centimetri di capelli o quella un po’ bambina con la treccia dietro?

Quella alta, misure da armadio, o quella bionda, faccia buona, aria un po’ da topo?

E credi che faccia qualche differenza, il muso che ho, il colore degli occhi, la taglia, il girovita girotette?

Ti amo alla stessa maniera da un metrocinquanta a un metrottanta, la concentrazione di ormoni adrenalina bacibacibaci è la stessa, credo. E non si sa mai.

Il bello di cominciare una scuola è solo questo: dietro non c’è niente, nessuno sa chi sei. Puoi buttarti alle spalle un passato da smorfiosa, un bollo da secchia: cambiare, una volta almeno.

Nessuno ti conosce, puoi essere quello che vuoi. Hai questa possibilità. Bisogna spenderla bene.

Per questo, anche per questo motivo mi diverto ad amarti. Perchè non si sa mai.

Non puoi nemmeno riconoscermi dalla scrittura, basterebbe un mese, due, e già non funzionerebbe più.

Non sai se sono bella, se sono un mostro, se ho le bolle sulle ali del naso, se mi lavo i capelli una volta al giorno o alla settimana.

Non sai se scrivo le poesie, scalo le montagne o faccio tutt’e due le cose (insieme).

Non sai se ti ho infilato questo messaggio nello zaino all’intervallo, o quando sei andato a fare pipì nell’ora di greco, o tra la terza e la quarta ora, che sei uscito in corridoio a salutare quel tipo nano della B. Non sai.

Io invece so di te le seguenti cose:

che hai il naso un po’ storto (botta da piccolo? zuffa alle medie? volo dalla pertica?);

che hai gli occhi color chicco d’uva;

che sei troppo, troppo magro;

che sei tanto, tanto carino.

Mi basta, per adesso.

Certo, ti amo è una parola grossa. Diciamo che ti, e basta.

E adesso indovinami.

Non vi ho ancora convinti? Su, fatevi felici e non dite che non ve l’avevo detto.

 

Durata della lettura
Ciao, (decidi) tu

Ciao, tu di Beatrice Masini e Roberto Piumini

Ciao, tu di Beatrice Masini e Roberto Piumini

Ciao, tu di Beatrice Masini e Roberto Piumini

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture

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