Il libro sul comodino: Fidanzati dell’inverno

Lo avrete sicuramente già adocchiato in libreria. La meravigliosa illustrazione in copertina di Laurent Gapaillard dei Fidanzati dell’inverno cattura l’attenzione anche del lettore più distratto. Vi sarete quindi imbattuti – fan del genere a parte – nel dilemma tra il dare o meno un’opportunità a questa storia.

I Fidanzati dell’inverno è una storia fantastica che è anche una fantastica storia.

Vi affezionerete subito a Ofelia, la sua protagonista. L’autrice, Christelle Dabos, ce la mostra goffa e impacciata ma le sue abilità sanno renderla un’eroina forte. C’è un lui? Ovvio, si chiama Thorn e quello che sappiamo su di lui è Ofelia a dircelo:

Ofelia lo osservava in tralice. Non osava guardarlo con insistenza per paura che lui percepisse il suo sguardo e si voltasse bruscamente verso di lei. Tuttavia con due brevi occhiate si fece un’idea della sua faccia, e quello che intravide le fece venire la pelle d’oca. Occhi slavati, naso affilato, capelli chiari, cicatrice che gli attraversava la tempia: l’intero suo profilo era impregnato di disprezzo, un disprezzo rivolto a lei e a tutta la sua famiglia.

I riferimenti sono già celebri: si parla di Twilight di Stephenie Meyer per la relazione tra una giovane donna all’apparenza fragile e un uomo misterioso; c’è chi ha parlato di Hunger Games per il mondo di potere e inganni che i protagonisti cercano di sovvertire.

In realtà è una storia che conserva una sua originalità nella cornice che la racchiude, un sofisticato labirinto fatto di specchi, enigmi, visioni e potenti inganni.

Quello dei Fidanzati dell’inverno è un mondo composto da 21 Arche, pianeti “galleggianti” ciascuno con caratteristiche e leggi differenti. Christelle Dabos immagina un mondo che per magia muta nella sua architettura dove la realtà si mescola al sogno.

Ofelia abita Anima, è un’animista. Lavora come curatrice del museo della sua arca fino a quando le viene comunicato di essere stata promessa in sposa ad un nobile funzionario della famiglia dei Draghi. Thorn abita un’Arca lontana e ostile, il Polo, nella quale tutti cercano di sfuggire a illusioni che celano inquietanti pericoli e dove nessuno si fida di nessuno.

Come in un romanzo di formazione Ofelia cerca di affrontare la sua sorte con i talenti di cui dispone: sa attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti.

Leggere un oggetto significa dimenticare un po’ se stessi per far posto al passato di un altro, mentre attraversare gli specchi significa affrontare se stessi. Ci vuole fegato per guardarsi negli occhi, vedersi per ciò che si è, immergersi nel proprio riflesso.

Perché lei tra tante?
Fidanzati del’inverno è il primo volume – l’Attraversaspecchi – di una trilogia. Che la chiave dell’enigma venga svelata nel secondo libro Scomparsi di Chiardiluna?

Non ci resta che aspettare, gennaio muoviti ad arrivare.

 

Durata della lettura
un paio di notti al Polo

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture

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