Il libro sul comodino: Nazim Hikmet. Poesie d’amore

Il libro sul comodino: Nazim Hikmet. Poesie d'amore

Oggi vi parlerò di Nazim Hikmet, vi parlerò delle sue Poesie d’amore.

Mettetevi comodi e lasciatevi trasportare dalle sue parole.

 

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica.
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.

Chi non ha immaginato immediatamente Margherita Buy e Stefano Accorsi in uno dei momenti più belli del film Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek?

Ricordo ancora come mi sentivo dopo averlo visto. Ne ero innamorata, ero elettrizzata da ogni dettaglio ma più di ogni altra cosa volevo quel libro, quel libro rosso di Poesie d’amore.

Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero
da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.

A distanza di sedici anni dall’uscita del film cambierei molte, troppe cose: le acconciature così retrò, i vestiti improvvisamente troppo grandi, troppo scialbi, certi dialoghi già sentiti, già vissuti eppure

l’unica cosa rimasta immutata nel tempo sono le Poesie d’amore del poeta turco Nazim Hikmet.

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Non importa se nel frattempo siete cambiati, siete diventati cinici, se non credete più nell’amore o non avete più bisogno della poesia per innamorarvi.

A volte, è vero, non occorre andare lontano: c’è poesia ovunque, anche nell’amore quotidiano semplice e mai banale. Hikmet però, nel raccontare la sua vita di uomo, di prigioniero, di amante e amato, non ha smesso di credere nella poesia.

Questa è la sua raccolta più bella nella quale racconta il suo impegno sociale ma soprattutto parla poeticamente di sentimenti.

Le sue Poesie d’amore sanno arrivare dritte al cuore e li rimangono per l’eternità.

Sei la mia schiavitù
sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti
d’estate
sei la mia patria tu,
coi riflessi verdi dei tuoi occhi tu,
alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso in cui ti afferro.

 

La Poesia sopravvive al tempo che scorre inesorabile, sopravvive a noi che oggi la leggiamo, e più non recitiamo, ma se ne facciamo dono a chi amiamo – nel senso più ampio del termine – sapremo che sopravviverà, e noi con lei.

Durata della lettura
diverse sere d’amore

Il libro sul comodino: Nazim Hikmet. Poesie d'amore

Il libro sul comodino: Nazim Hikmet. Poesie d'amore

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture

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