Il libro sul comodino: Il profumo

Il libro sul comodino: il profumo

Pensate mai alla possibilità di non sentire alcun odore?

A me capita perché sento sempre gli odori con un certo effetto eco, che se parliamo di puzza potrebbe essere un sollievo ma negli altri casi è una perdita di emozioni pazzesca.

Parlo di emozioni perchè quando penso alla parola profumo mi viene in mente l’odore della pelle. È Il profumo per eccellenza!

Spesso infatti si è rivelato un’ottima cernita naturale delle persone con le quali stringevo un legame sentimentale, come se il loro odore fosse prerequisito d’attrazione alla stregua delle belle mani o dello sguardo.

Non che io mi senta molto normale comunque, specie quando assorta nei miei pensieri e in maniera del tutto inconsapevole mi annuso la pelle della mano o del polso.

La pelle come la madeleine di Proust e in me scatta il ricordo del profumo della pelle di mia madre.

Riuscite ad immaginare quindi la mia reazione quando ho letto per la prima volta (si, ce n’è stata una seconda) il romanzo Il profumo di Patrick Suskind? No? Veniamo al libro.

Jean Baptiste Grenouille nasce nel 1738, in una giornata di calore soffocante, nel puzzolente mercato di Parigi, tra le teste mozzate dei pesci sotto il banco della madre pescivendola. Allontanato dalla madre, creduta infanticida, viene affidato ad una balia che presto non vuole più averlo in custodia perché vede in lui qualcosa di sinistro. È privo di qualsiasi odore.

La sua intera esistenza si rivela una pena di contrappasso. Pur essendo privo di odore è dotato di un olfatto finissimo; con il naso Jean Baptiste conosce il mondo: paura, felicità, ansia, tranquillità, gioia. Egli sente ogni cosa.

Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all’orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere.

Cacciato dall’orfanotrofio viene accolto da un maestro profumiere, del quale diventa l’aiutante, e scopre presto il suo immenso talento. Nasce in lui quindi il desiderio di creare un profumo unico, capace di innescare un amore sconfinato.

Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.

Riconosce questo profumo in donne bellissime, figure femminili che sembrano uscire dai quadri di Gustav Klimt, che presto diventano le sue vittime. La ricerca de Il Profumo perfetto trasforma Jean Baptiste in un assassino seriale.

Nel privarlo dell’olfatto Suskind priva il suo protagonista anche di empatia e sensibilità. Come un’anima nera si aggira tra le strade di Parigi compiendo azioni spietate delle quali non sembra conoscere profondamente la mostruosità. Jean Baptiste sa una sola cosa:

senza odore non esiste e lui vuole esistere perché desidera essere amato!

È un libro geniale, fuori da ogni schema. Un libro che apre al lettore il mondo dei profumi: olezzi, fragranze, odori cercano di spiegare il potere de Il Profumo. A buon intenditore, un buon libro.

Durata della lettura
qualche notte profumata

il libro sul comodino: il profumo

il libro sul comodino: il profumo

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture

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