Un bellissimo scherzo della natura

Signora sono due!
Cosa?
Due! Vede? Uno, due.
Bene direi che mi fermo qui, ho contribuito abbastanza alla conservazione della specie umana.

Erano i primi giorni di gennaio e questa, papale papale, è stata la conversazione che ho sostenuto con il mio ginecologo nel momento esatto in cui ho scoperto di aspettare due gemelli.
In una parola? L’avevo presa male, malissimo (che non è una parola ma vabbè, chiudiamo un occhio).

Ho passato i primi tre mesi di questa gravidanza nella totale disperazione, cercando su internet storie di donne con gravidanze gemellari e un figlio duenne alle spalle per trovare conforto. Conforto che non ho trovato perché online la maternità viene affrontata principalmente con umorismo o con il “supereremo tutto con la forza dell’amore”, due cose di cui in quel preciso momento non avevo bisogno e che mi facevano stare malissimo in tutti sensi.

Mi sentivo pessima come donna e come madre.

Come madre perché ero bloccata dalla paura, non capivo perché quelle due creature tra tutte avessero scelto proprio me e, come donna, perché vedevo tutti i sacrifici fatti fino qua dissolversi nel vento, anni e anni di duro lavoro buttati via, in un istante.

Il momento in cui l’abbiamo rivelato è stato ancora peggiore perché le reazioni degli altri confermavano il mio tormento iniziale. Erano tutte, e lo sono tutt’ora, più un “mi dispiace per te” che un “sono felice per te”. Mi sono beccata nell’ordine: espressioni di terrore, bocche storte, facce semischifate, “ah”, “per fortuna io ne ho solo uno”, “non hai paura di ingrassare troppo?”, “eh, non sarà facile! (e io ingenua che pensavo fosse una passeggiata!)”. Fortunatamente c’è stato anche chi ha gioito per me e con me e gli amici che al solito mi hanno presa amabilmente per il culo strappandomi un sorriso.

Tutte queste persone prive d’empatia però, alla fine della fiera, mi hanno aiutato. Invece di affossarmi hanno fatto maturare in me la consapevolezza di essere una persona fortunata. Perché la vita, il destino, chiamatela come volete, mi ha dato in dono tre vite. Perché ci sono donne là fuori che combattono ogni giorno per essere madri in ogni modo possibile, sottoponendosi a cure o intraprendendo la via dell’adozione. Perché ci sono donne la cui attesa è meno dolce, ma che non smettono di lottare per la vita dei propri figli. Perché ho conosciuto donne che stanno affrontando sulla propria pelle battaglie realmente difficili con coraggio e dignità. A tutte queste donne devo dire solamente GRAZIE, siete state una fonte d’ispirazione per me, mi avete fatto capire che mi stavo lamentando e tormentando per nulla. Mi sono sentita infinitamente ingrata e stupida per questo.

Non so se sono una buona madre, se lo sarò o se lo sono mai stata, so che ci provo.
La maternità non è unicamente un’esperienza d’amore, fa vivere tutto lo spettro delle emozioni possibili, tutte assieme. È un flipper impazzito, un bungee jumping che ti porta su e giù, dalla totale adorazione alla più profonda tristezza. È totalizzante.
Non mi sento in colpa per ciò che ho provato, so che è normale. Però adesso quando apro gli occhi la mattina sono una persona nuova, una che non cerca di autocompatirsi ma che pensa solo:

in qualche modo ce la faremo, e faremo tutto.

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1 Commento

  • Hai fatto bene a condividere queste sensazioni, un giorno una madre spaventata e preoccupata si sentirà capita e meno sola. Al giorno d’oggi la maternità secondo me è meno semplice di quanto si creda, per tanti motivi… Poi ognuno ha il proprio vissuto, aspettative, progetti con cui fare i conti. Per non parlare degli squilibri ormonali 😂 è bello però che adesso ti senta meglio, e certo che in qualche modo farai! E sarà stupendo 😍💪💪

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