Tutta la verità sull’essere donna: le illustrazioni di Pink Bits

Ci sono molti aspetti dell’essere donna e madre di cui ci vergogniamo, di cui tendiamo a parlare poco, a celare abilmente. Sono generalmente dei tabù sociali duri a morire. Molte volte ci stanno anche bene perché tradirli significherebbe tradire la nostra femminilità e Dio non voglia mai che qualcuno ci scambi per uno scaricatore di porto, un maschiaccio o un camionista.

La verità però è un’altra. Ogni madama “perfetta” porta con sé un sacco di variabili imperfette che gli uomini e noi donne stesse facciamo fatica ad accettare.

Tipo:

  • Tutte, chi più chi meno, abbiamo i peli. E capita di doversi depilare con il rasoio ovunque quando non si ha tempo.
  • Tutte in età fertile abbiamo le maledette mestruazioni. Le più fortunate non sentono alcun tipo di dolore. Il ciclo è sporco, puzzolente, odioso e gli assorbenti sono scomodi. Capita, a quelle come me, di sporcarsi perché si producono fiumi e fiumi di sangue.
  • Nessuna senza Photoshop è perfetta. Ognuna dispone di almeno un inestetismo a scelta tra: smagliature, cellulite, panzetta, ritenzione idrica, brufoli, peli incarniti, sederone, tette cadenti, zero-tette, cicatrici, chili di troppo.
  • Le tette sono fatte anche per allattare. Pare che il resto dei mammiferi non se ne vergogni.
  • Le donne scorreggiano, come gli uomini, come tutti gli esseri dotati di intestino.
  • Mettiamo scarpe scomode e capita che quelle scarpe scomode ti facciano pure puzzare i piedi.

Tutte queste caratteristiche – e anche di più – sono protagoniste delle illustrazioni di Christine Yahya aka Pink Bits (questo il suo nome d’arte su Instagram, qui il link).

Una giovane australiana che con la forza disarmante della semplicità ha trasformato in visibile tutto ciò che generalmente tendiamo a celare. Il suo è un tratto privo di fronzoli che punta all’essenza delle cose, lanciando un messaggio preciso ed inequivocabile: siamo questo, dobbiamo accettarci, fare pace con la nostra natura.

In questo mese dedicato al colore, l’arcobaleno espresso da Christine Yahya è una delle cose più autentiche e genuine che mi sia capitato di vedere negli ultimi tempi. E pace se è straniante, ciò che conta è la verità.

In un mondo social dominato dai filtri e dall’ossessione di apparire impeccabili, per una buona volta, qualcuno ci ricorda che la normalità è straordinariamente imperfetta e soprattutto, che non ci sarebbe nulla di cui vergognarsene.

 

pinkbits.bigcartel.com

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