Il libro sul comodino: Amore a prima vista

La poesia è il modo migliore per capire come si sta al mondo.

Wislawa Szymborska era convinta che i poeti avrebbero sempre trovato il loro posto nel mondo. Io dei poeti invidiavo quel loro saper esprimere con una manciata di parole perfette i sentimenti di una vita. Per la poetessa polacca il più frequentato rimane l’ amore, l’Amore a prima vista.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto.
In che lingua parlano – comprensibile all’apparenza.
(Un amore felice)

Nel tempo della storia il mestiere del poeta è stata osannato, talvolta bistrattato o addirittura considerato futile, e di tanti aggettivi di certo non ha mai conquistato quello di remunerativo. Oggi però si legge del milione di copie vendute negli Stati Uniti da Rupi Kaur – la “poetessa del web” – e con stupore ci si chiede “è riuscita davvero a vivere di poesia?”.

La poesia è spesso considerata al di fuori della vita eppure le sue parole attingono da quelle piccole cose, dagli oggetti e dalle persone che la abitano.

La meravigliosa raccolta Amore a prima vista della Szymborska, edita da Adelphi nella consueta raffinata veste, è la scoperta instancabile di quella quotidianità che la scrittrice offre nella sua personalissima visione:

Ma se lo stesso accadesse
all’amore che io provo per te,
non solo a noi, al mondo intero
questo amore mancherebbe.

(La chiave)

Cosa si cerca tra quei versi?

La poesia di Wislawa Szymborska sa essere universale nelle domande che pone e forse in quella universalità risiede l’attrazione che il lettore prova per le sue parole:

E a me è capitato di esserti accanto.
E davvero non vedo in questo nulla
di ordinario.
(Il nulla si è rivoltato anche per me)

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicino ad un altro.
(Ringraziamento)

L’autrice Premio Nobel per la Letteratura (1996) tra parole dense e leggere è capace di interrogarsi e tra l’ironico e il riflessivo cerca delle risposte.

Chi voleva, vedeva.
(Ballata)

La sua scrittura è schietta, spontanea, colloquiale e forse quello che colpisce è che un tema “frequentato” come l’amore sia raccontato con cuore così impavido e diretto da essere nuovo:

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.
(Nulla due volte)

Nulla di quel passato potrebbe farsi mito.
Romei tisici? Giuliette malate di cuore?
C’è chi anzi è diventato un vecchio raggrinzito.
(Album)

Concedetevi del tempo per questo futile passatempo, lasciate che la poesia entri in questo 2019.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

(Amore a prima vista)

Durata della lettura
una settimana poetica

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture

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