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Culture. Eat it

28 Marzo 2019

l'ho scelto per la copertina

Pillole blu di Frederik Peeters. L’ho scelto per la copertina

di Ramona Lucarelli

È nato prima il libro o la copertina?
Questa volta è facile, il libro. La copertina non è stata contemplata fino all’Ottocento.

Quante volte abbiamo comprato qualcosa basandoci esclusivamente sul suo aspetto esteriore? In tema di libri, io molte volte. Ho scoperto così un autore come Marco Missiroli: “Atti osceni in luogo privato” è stato senza dubbio il romanzo scelto per la copertina. Un rischio? Forse, a volte però ne vale la pena.

L’ho scelto per la copertina

Questa nuova rubrica è nata per tutte quelle volte che ne è valsa davvero la pena. Per tutti quei libri belli scelti per il loro aspetto esteriore che si sono rivelati poi storie speciali. E già che siamo in tema di copertine ecco due parole sulla loro nascita.

Ma quindi chi ha inventato le copertine?

“Nessuno inventò le copertine. Fu un processo graduale, fatto di piccoli miglioramenti e soluzioni provvisorie che si stabilizzarono lentamente, nel corso di un secolo.”

Così dice Ambrogio Borsani, considerato forse il maggior esperto italiano della storia dei libri. La nascita delle copertine è stata graduale e dettata dall’aumento della produzione dei libri. La lettura non era più solo una questione privata riservata a pochi ma sempre più destinata ad un vasto pubblico.

La storia della copertina del libro

Inizialmente i libri non avevano nessuna copertina, venivano comprati in fascicoli che il lettore poteva rilegare. Le prime rilegature erano in pergamena o pelle e non riportavano né nome dell’autore né titolo del libro.

I primi tentativi vedevano testi avvolti in carte leggere dalle tinte pastello, che fanno subito pensare ai colori della Piccola Biblioteca Adelphi. In seguito si passò a custodie aperte in cartoncino stile Meridiani, ma erano poco pratiche e anche quelle chiuse con la ceralacca una volta aperte venivano gettate via.

È intorno alla metà dell’Ottocento che la copertina nasce così come la vediamo oggi. Un cartoncino e una sovracopertina avvolgevano l’oggetto libro ma senza neanche un’immagine la copertina non sapeva di poter essere attraente.

Finalmente l’intuizione. È The Yellow Book un trimestrale inglese uscito nel 1894 ad essere considerato il precursore delle copertine moderne. Tra i suoi tanti illustratori ci fu anche Aubrey Beardsley.

E in Italia? Il primo tentativo si deve a Giovanni Verga con Storie di una capinera del 1870: una copertina azzurra avvolgeva il romanzo riportando titolo e autore all’interno di una cornice che al centro mostrava l’illustrazione di una capinera su un albero.

Cosa abbiamo scelto per la nostra prima rubrica L’ho scelto per la copertina?

In un mare blu galleggia tra le onde un divano. Sul divano un uomo e una donna si sorridono. Tra quei piedi che si accarezzano si intuisce tutta la loro intimità. Si amano? La risposta è si. Si amano a dispetto del virus dell’HIV perché Frederik Peeters non solo accetta la sieropositività della sua compagna Cati, contagiata dall’uomo con il quale è stata sposata, ma trasforma il loro racconto d’amore in una delicata e realistica graphic novel:

Pillole blu

L’autore disegna e racconta la sua personale storia e svela la disinformazione legata a questo argomento. Tra tabù, ipocrisie e falsi pregiudizi descrive con sincerità la presenza nella sua vita della malattia della compagna e del figlio di lei.

Il titolo in bianco si staglia sulla copertina arancione scelta dalla casa editrice Bao publishing. Si, proprio loro, quelli di Zerocalcare e non solo.

Una storia d’amore a fumetti

Questa speciale edizione di Pillole blu è stata pubblicata a distanza di 12 anni dalla prima del 2004. Un fumetto spontaneo, affrontato con leggerezza ma non leggero. Non è la pietà che l’autore vuole suscitare negli occhi dei lettori. Peeters non ha paura di mostrarsi dubbioso, indeciso o esasperato ma più forte è in lui il desiderio di andare oltre lo spauracchio della contrazione del virus che, sempre in agguato, rappresenta sotto le sembianze di un rinoceronte bianco.

Con tratto morbido e pulito l’autore dà forma alle paure di una coppia, a quelle di un uomo che spesso sente di dover essere la parte forte tra i due e che contemporaneamente si ritrova a fare da padre fino a trovare il giusto felice equilibrio.

La bellezza di questa graphic novel per me sta proprio lì, nella schiettezza e nell’apertura che Peeters trasmette nel disegnare la loro vita insieme. Cosa ne è stato di loro dopo 12 anni? In questa nuova ristampa ritroverete il proseguimento del loro amore.

Il blu di quelle pillole non sarà il loro colore felice ma il bianco e nero di questo fumetto trasmettono tutti i colori di una felicità che sa d’amore.

Photos: Sara Cartelli

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Autore

Ramona Lucarelli

Per aspera ad astra

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Ramona Lucarelli

biografia:

È una storica dell'arte, ottimista ed empatica per natura. Immagina un mondo nel quale seminare gentilezza e provare felicità nelle piccole cose. Fin da bambina è innamorata delle storie, per The Eat Culture mangia libri e arte. Per aspera ad astra recita l'unico tatuaggio che ha sulla pelle. È lì per ricordarle che la strada che porta ai suoi sogni non sempre è facile ma qui non ci si arrende, mai.

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