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siamo nel tempo

Culture. Eat it

2 Settembre 2020

menù degustazione

Siamo nel tempo. Oggi. Ieri. Domani.

di Sara Cartelli

Passato. Presente. Futuro.

Le teorie del tempo lo rappresentano come lineare, circolare o a spirale. Sappiamo che c’è un prima, un dopo e un ora. L’adesso. Adesso sono qui a scrivere, dopo più di un mese, davanti al mio schermo. Le mie dita tamburellano veloci. La tastiera non la guardo nemmeno. Conosco i tasti, è tutto dentro la mia testa. L’adesso assomiglia molto al prima, con la differenza che è tutto uguale ma diverso. Il Coronavirus ha inevitabilmente trasformato le nostre vite lavorative e familiari, ha ridefinito il nostro concetto di tempo, ci ha costretti all’introspezione. Lavoro maledettamente difficile quello di guardarsi dentro. È evidente che siamo cambiati, sì, ma non in meglio come ci si auspicava.

Dicevo siamo. E il futuro cosa ci riserverà?

Io le previsioni non le voglio fare, non ci voglio pensare minimamente, anche perché tutti i buoni auspici di marzo erano macroscopicamente errati.
C’è una cosa che mi auguro però (e la auguro a tutti voi): ed è di avere tempo. Di tornare ad “avere tempo” non di “trovare il tempo”, ma di possedere la quantità di minuti necessari da dedicare alla mia famiglia, al mio lavoro e a me stessa. Perché la realtà è che questo tempo non lo sto gestendo, ci sto correndo contro. E sono in affanno. Gli eventi spesso sanno essere travolgenti. Sono puntualissimi nell’arrivare. Tutti assieme. E tu devi decidere, soprattutto cosa lasciare andare, non con poca difficoltà.

Sono nel posto giusto al momento sbagliato? È così che mi sento ogni giorno

diceva Jack White durante un concerto prima di esibirsi con Meg in una cover pazzesca di Jolene. Per me è lo stesso. Non è mai il luogo ad essere sbagliato, sono sempre le tempistiche che giocano a mio sfavore.

Perché non è successo prima? Prima sì, quando avevo tempo per leggere o per farmi la manicure.
Forse ero troppo giovane, inesperta. Sarebbe stato il momento perfetto per me, ma probabilmente non quello giusto per me. Sono ciò che sono adesso grazie a chi sono stata prima. E adesso ho più competenze, più decisione, più forza. Siamo il risultato di ciò che c’è stato prima di noi, del percorso che abbiamo intrapreso per diventare i noi di adesso. Siamo un prodotto della storia. Perché se indossiamo certi vestiti, ascoltiamo certa musica, abbiamo acquisito e conquistato certi diritti lo dobbiamo al nostro passato. Se domani, e me lo auguro, ci sentiremo tutte a nostro agio con il nostro corpo, lo dovremo alle donne che oggi si battono per normalizzare ogni tipo di forma, di curva, di peso o di pelo d’ascella.

Siamo nel tempo.
Prima. Ora. Dopo.

Questo è il suo mese e noi, sempre se vi va, vi aspettiamo all’hashtag #laprimasvoltache. Per parlare di chi eravate, chi siete, chi sperate di diventare. Per ricordare “quel momento che” o “quella volta che”. Per percorrere le strade della nostalgia, ricordare le tranvate prese in faccia o la volta che invece avete svoltato. Perché le storie di una/o possono essere di aiuto per molti.
Noi vi aspettiamo qui o su Instagram, Facebook e Twitter tra il decisamente serio, il molto divertente e l’indispensabile leggero. Perché è questo che siamo, moltitudini nella linea del tempo.

Photos: Sara Cartelli

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Autore

Sara Cartelli

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Sara Cartelli

biografia:

Copywriter, folletto tuttofare e mamma con una passione smisurata per la fotografia. La scrittura è una medicina che le permette di esprimere la propria personalità e far emergere la sua vera voce. Meglio di uno psicanalista. Alla perenne ricerca di una strada da seguire, al momento, preferisce perdersi.

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