Bentornato Colore

Bussi alla mia porta anche se non è visibile il mio nome sul campanello. Ti è sempre piaciuta questa casa, di cui ricordi il civico e non puoi scordare interno né piano.
Sei sempre stato bene qui, per tutta la durata del tempo in cui siamo stati insieme, fino a quella sera.
Ora ti osservo con diffidenza dallo spioncino:
Sei più alto di quanto mi ricordassi. Forse addirittura più elegante dell’ultima volta che ti ho visto. Ma probabilmente è perchè, quella volta, abbiamo litigato e io me ne sono andata.

“Sono qui, di nuovo.
Come te la sei passata ultimamente? Sono in ritardo, come sempre, lo so.
Puoi uscire? Puoi almeno riaprire i balconi?
Ti posso assicurare che per un po’ non nevicherà, non ci sarà quella nebbia gelida.
Ti giuro che, per qualche tempo, avrai una tregua da quel cielo plumbeo che ti fa vedere verdi i tuoi capelli.
Apri la porta anche solo per fare corrente d’aria. Se non mi vuoi io lo capisco. Permettimi di eliminare la sabbiosa nube grigio fumo che ti ha sporcato tutti i vestiti e la macchina. Non è sempre stato il bianco il tuo colore preferito? Non sono sempre stato io?
Me lo ricordo, quando me lo confessasti, come molte… moltissime altre cose di te.
Puoi fidarti: nel giro di qualche giorno l’aria, stantia, di questo brutale inverno sarà uscita da questo appartamento e tu ti ritroverai a dire:
– Lo sento di nuovo, il profumo di casa mia – .
Puoi dormire sonni tranquilli, almeno fino alle 6:00, ma questo già lo sai. Ossia fino a quando dalla fessura della finestra verde non entreranno che le sfumature dell’alba e altri rumori:
canti neanche troppo stonati.
Ceruleo e azzurro di cieli pastellati saranno cornice per dialoghi tra pettirossi anche se arriverà , non richiesta, la solita opinione della cornacchia.

Ti aiuterò a chiudere nella parte di armadio che non ti piace e pensi porti sfortuna tutti i vestiti neri e mi impegnerò, solennemente, a nasconderti la carta di credito ogni volta che ne vorrai comprare uno.
Ti piace come idea?

Metterò un fiore rosa sulla parte sinistra di ogni tua giacca dove, non a caso, batte il cuore.
Ti assicuro che ti ritroverai ancora, come allora, a masticare un’esotica – fruttata sensazione: come fossi in vacanza, anche se in realtà è solo domenica.
Saranno le 20:00 ma ci sarà anche la luce, nessuna voglia di stare a casa.
E quando tornerai a casa chiuderai gli occhi sulla parte fresca del cuscino, iniziando un viaggio alla scoperta della parte di letto che non è mai stata tanto tua.
Ti addormenterai sull’aroma violaceo del glicine e della rinnovata volontà di non sentirsi un errore.

Parliamo ancora, parliamo meglio.
Non starò qui per sempre, ma ora
sono qui
di nuovo,
ti va di fare colazione?

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