Il libro sul comodino: La stanza delle meraviglie

Brian Selznick ne La stanza delle meraviglie rende straordinario l’ordinario.

Prendete due storie che corrono parallele, la prima nel 1927 e la seconda nel 1977.
Scegliete come protagonisti due ragazzini, Rose e Ben, entrambi desiderosi di trovare il loro posto nel mondo.
Non eliminate dalla narrazione nulla che la vita non comprenderebbe: difficoltà, dolori, assenze, peripezie e avversità.
Questi elementi non vi basteranno per immaginare quello che Selznick ha creato:

La stanza delle meraviglie è una vera opera d’arte!

Questo libro fonde il linguaggio delle immagini e quello delle parole alternando la narrazione di due storie.
Con la sua matita Selznick crea Rose, una ragazzina sordomuta che desidera andare a New York per raggiungere la propria madre.
Con la fantastica tecnica a carboncino, con zoom e chiaroscuri, l’autore coinvolge totalmente il lettore.
Rose è sorda ed è come se lo fossimo anche noi; eppure siamo capaci di vedere, toccare e sentire ciò che lei stessa prova.
L’autore infatti non piange la sua mancanza di udito, la rende invece un punto di contatto con Ben.

Ben è il protagonista delle parole.
Rimasto orfano di madre, vive con gli zii e dopo uno spiacevole incidente perde l’udito, già precario.
Mentre sta curiosando tra gli oggetti appartenuti a sua madre nella casa di infanzia, Ben scopre l’esistenza di Daniel, suo padre.
La sua ricerca parte da un libricino dal titolo La stanza delle meraviglie, nel quale scopre la dedica di Daniel alla madre Elaine.

Selznick conduce il lettore alla meraviglia attraverso l’immagine e la parola che, con il procedere della narrazione, diventano l’una il completamento dell’altra.
Ben e Rose si incontreranno mai? Lo lascio scoprire a voi.

La stanza delle meraviglie è più di un libro.

È un’esperienza sensoriale: la consistenza della carta, il suo odore, i colori della copertina, il bianco e nero dei disegni a carboncino e delle parole impresse sulle pagine.

Questo romanzo guadagnerà facilmente un posto d’onore nella vostra Stanza delle meraviglie:

Chiunque raccolga oggetti nell’intimità delle mura domestiche è un curatore. Il semplice fatto di scegliere in che modo esporre le vostre cose, decidere quali quadri mettere in mostra e dove, e che ordine dare ai libri, vi pone nella medesima categoria di un curatore di museo.

Durata della lettura
un paio d’ore felici
ne La (vostra) stanza delle meraviglia

la stanza delle meraviglie di Brian Selznick

la stanza delle meraviglie di Brian Selznick

la stanza delle meraviglie di Brian Selznick

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture</e

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