Il libro sul comodino: The Sun and her Flowers

Rupi Kaur è tornata e noi la stavamo aspettando.
La sua seconda raccolta intitolata The Sun and her Flowers porta con sé novità e certezze.

Le poesie sono sempre accompagnate dai suoi disegni dai tratti essenziali. Linee semplici e pulite capaci di tradurre in immagini appena accennate l’universo femminile.

L’economia del tratto lascia spazio sulla carta a parole dense, forti, taglienti che colpiscono dritto al cuore e allo stomaco, come già si aspetta chi dopo Milk and Honey è diventato un suo ammiratore.

hai così tanto
ma hai sempre fame di altro
smetti di guardare in su verso tutto ciò che non hai
e guarda intorno verso tutto ciò che hai

Il mondo che l’autrice porta in superficie parla anche questa volta un linguaggio universale, quello della vita e delle sue fasi: l’appassire, il cadere, il radicare e il crescere per poter fiorire.

Amiano Rupi e le sue poesie perché lì ritroviamo un po’ noi stesse, e perchè i suoi versi sanno essere esattamente quello di cui abbiamo bisogno.

La Kaur ci ricorda che è la vita che toglie e che dà, che eleva e che fa cadere, che schiaccia ma che offre anche l’occasione di rialzarsi e l’opportunità di sbocciare di nuovo.

Questa volta nella raccolta vengono affrontati non solo l’amore con le sue complicazioni ma anche la perdita, il dolore, la violenza, la forza, la femminilità, l’immigrazione, l’infanticidio e il rapporto intergenerazionale, in particolare quello con sua madre.

mi reggo in piedi
sui sacrifici
di milioni di donne prima di me
pensando
cosa posso fare
per rendere più alta questa montagna
in modo che le donne dopo di me
vedano più lontano

In The Sun and her Flowers ritroviamo la suddivisione in capitoli, che qui sono cinque:

l’appassire

te ne sei andato
e io ti volevo ancora
però meritavo qualcuno
disposto a restare

il cadere

noto tutto ciò che non ho
e decido che è bello

il radicare

mia madre ha sacrificato i suoi sogni
affinché potessi sognare io

il crescere

quando si comincia ad amare una persona nuova
si ride dell’irrisolutezza dell’amore
si ripensa a quando si era sicuri
che quello di prima fosse quello giusto
ed eccoci qui
a ridefinire daccapo le parole quello giusto

il fiorire

odiare
è facile pigrizia
ma amare
richiede forza
che ognuno ha
ma non tutti sono
disposti a esercitare

È in quello spazio bianco tra le parole che Rupi parla di chi legge a chi la legge, senza mediazioni.

è stato uno degli anni più grandiosi e più difficili della mia vita. ho imparato che ogni cosa è passeggera. momenti. emozioni. persone. fiori. ho imparato che l’amore sta nel donare. tutto. e nel lasciare che mi dia dolore.

I suoi versi si sentono come autentici, sono

poesie con cui riflettere riflettendosi.

Avrei voluto leggere Rupi Kaur a vent’anni per vedere ciò che non ero in grado di capire.
Da trentenne leggo The Sun and her Flowers e ritrovo pezzi di me che nemmeno ricordavo più. La me di domani sfoglierà queste pagine perchè continueranno ad avere qualcosa da dirmi. Come moglie, compagna, come amica e come donna.

 

 

Durata della lettura
poetiche notti autunnali con Rupi Kaur

 

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