The Young Pope e il racconto della verità

Potrei dire tante tante cose su The Young Pope.
Potrei dire che una volta sedimentato lo schema delle favole di Propp è possibile comprendere il 99% delle storie cui ci approcciamo.
Anche quella più distopica.
Potrei dire che il binocolo che il cardinale consegna a Lenny, prima che pronunci il suo primo (e ultimo) discorso pubblico, non é altro che lo strumento, donato dal suo aiutante, affinché possa vedere la verità .
Ora che è pronto, alla fine del suo percorso.

Ora. Ovvero Dopo aver passato tanti anni nella convinzione di poter trovare la verità nella sofferenza, nell’appropriazione delle altrui confessioni, nei segreti più impronunciabili e nella negazione… Mentre in realtà dalla verità si stava solo nascondendo.

Dopo aver visto più parti di sè morire, nel suo cammino.
Fossero queste sotto le mentite spoglie di qualche “horcrux” esteriore (il canguro, il suo migliore amico, il suo padre spirituale); o interiore, dato che a poco a poco si spegneva Lenny stesso. Come succede a ogni persona “Condannata alla sensibilità”, quando si imbatte nell’arida realtà dei fatti.

La verità… La verità forse è che passiamo una vita intera a cercare di recuperare l’impossibile.
Ciò che abbiamo perso o ci ha abbandonato.
Ciò che ci ha voltato le spalle…
Che ci ha ritenuto troppo o troppo poco.

Passiamo una vita intera nel dubbio e nella smania devastante: soffrendo tremendamente, sentendo particolarmente e soprattutto ritenendo (più o meno) tacitamente che tutto sommato sia giusto… Si…che chiunque debba provare il nostro stesso struggimento per essere degno di noi.

Una vita intera.
Dimenticandoci di sorridere.

Potrei dire tutte queste cose insomma, ma niente può comparare le parole della lettera mai spedita alla fidanzata californiana… Che diciamocelo: è stato come se qualcuno mi prendesse e lo spremesse come un limone.
Il suo ricordo: ciò che rimane “della mia gioventù fallita”.
L’amore mancato, l’amore sacrificato.
L’amore puro.
Ora posso buttare la televisione dalla finestra.

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CambiaMente

Il cambiamento è silenzioso, sensibile, discreto. Ma ha due coglioni grandi così....
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