Un caffè con… Giacomo Mazzariol

Giacomo Mazzariol - Mio fratello rincorre i dinosauri

Giacomo Mazzariol è un ragazzo incontenibile.

Lo sono la sua dialettica, il flusso dei suoi pensieri, l’energia che sprigiona da ciò che pensa e da ciò che fa. Mio fratello rincorre i dinosauri è il suo ultimo romanzo, come ironicamente ama lui stesso definirlo, e questa l’intervista che gli abbiamo fatto durante il suo breve ma intenso soggiorno a Spilimbergo.

 

Giacomo Mazzariol - Mio fratello rincorre i dinosauri

Giacomo Mazzariol - Mio fratello rincorre i dinosauri

 

R: Questa storia ha inizio subito dopo la pubblicazione su youtube – o su “vudu” come direbbe tua nonna Bruna – del video The simple interview. Ci vuoi raccontare come si è arrivati al libro? Che cosa hai provato quando sei stato contattato da Einaudi?
G: In uno dei tanti pomeriggi trascorsi con Giò a girare video, avevo deciso che potevo usare questo nostro gioco per raccontare la sua felicità, che non è poi così lontana dalla felicità di uno qualunque di noi. Non è una storia sulla disabilità o sulla sindrome di down, nel libro citerò la parola down forse due volte.
È stato incredibile che la casa editrice Einaudi abbia proposto proprio a me di scrivere, a me che piaceva scrivere. Ho pensato che qualcosa stava cambiando se una storia raccontata in rete tramite un video veniva scelta per diventare quella di un libro. Non ci sono corsie preferenziali nelle quali cercare le storie. Ci ho messo però quattro mesi per decidermi a scrivere una parola e questa era “insomma”. Pensavo di non avere nulla di così speciale da raccontare, nulla che potesse realmente interessare a qualcuno. Noi non siamo una famiglia straordinaria. La mia famiglia è la mia famiglia: un giorno è straordinaria il successivo no. È bello però saper vedere lo straordinario nell’ordinario.

R: È quello che è accaduto con Giò? Ad un certo punto hai ammesso che i superpoteri di Giò sono diventati “stranezze” e che non riuscivi ad accettarlo. Cosa e come è cambiato?
G: Quando mi è stato annunciato l’arrivo di Giò avevo sei anni. Tutti i Mazzariol sono stati annunciati come speciali e per me Giò rappresentava il bilanciamento del rapporto maschi – femmine in famiglia, hai presente? Io ho due sorelle ma con l’arrivo di Giò i pomeriggi di shopping sarebbero entrati in competizione con le partite di calcio sul divano!
Vedevo mio fratello come un vasetto da riempire, al quale dover insegnare tutto ciò che sapevo e pretendevo che imparasse nei miei modi e nei miei tempi; invece ho scoperto che Giò è una miniera da esplorare. È inutile avere delle aspettative sulle persone, ogni persona è diversa dall’altra. Prendi Giò: lui vive il presente e il suo presente dura venti minuti, hai capito? Venti minuti! Fa lo schedario dei pupazzi anche per andare a far la spesa con mia mamma per la paura che qualcuno gli venga rubato. Questo ha cambiato la mia misura del tempo.

R: Mi ha colpito quando dici Giò è libero in tutti i modi in cui avrei voluto essere libero io.
G: Giò è diverso con ciascuno di noi ma non cambia. Può essere il bambino che ti ricopre di baci e allo stesso tempo quello che ti tira calci sugli stinchi al tuo rientro a casa. Ha una vastissima personalità, come un enzima Giò scatena in chi entra in contatto con lui una serie di reazioni.
Non ha filtri con nessuno. Per strada quando vede una “vecchia” le dice “molla!”. Ecco, è libero in tutti i modi in cui vorrei essere libero io.
Nel libro ci sono solo azioni di Giò non pensieri, le sue azioni hanno però ispirato le mie riflessioni.

R: Cosa c’era sul tuo comodino durante la stesura di Mio fratello rincorre i dinosauri? Quale l’idea per il titolo?
G: I libri in casa non sono mai mancati, ne sono sempre stato affascinato.
Se dovessi darti dei nomi citerei sicuramente Italo Calvino, Enrico Brizzi, David Foster Wallace e Dave Eggers. Tanti autori che hanno influenzato me ma solo indirettamente il libro. Non c’era un modo adeguato di scrivere questa storia. L’idea di adeguatezza suggerisce un approccio ad una categoria, come se la mia storia – che è la mia vita – dovessi trattarla in maniera diversa, con un certo riguardo. Per fedeltà alla vita il libro si sarebbe dovuto chiamare Mio fratello gioca con i lemuri: Giò li ama alla follia ma puoi intuire da sola che non avrebbe avuto molta presa (ride); per motivi di marketing il verbo gioca è diventato rincorre e i lemuri sono stati sostituiti dai dinosauri.

 

Giacomo Mazzariol Mio fratello rincorre i dinosauri

Giacomo Mazzariol Mio fratello rincorre i dinosauri

Giacomo Mazzariol - Mio fratello rincorre i dinosauri

Ph. Sara Cartelli e Silvia Blazina
© The Eat Culture

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