Mangia lasagne al ragù, prega il tuo Dio, ama Te stessa.

Lasagne al ragù

Chiedimi se sono felice.

Sì sono felice.
Mangio con il cuore, godo di ogni singolo boccone. Se sono lasagne al ragù poi. Solitamente si idolatrano quelle della nonna, per quanto mi riguarda (care nonne mi spiace) sono le mie che custodisco nel cuore. Custodisco così bene che quasi quasi mi spiace svelarti la mia ricetta. Che poi – come niente – magari le prepari, assaggi e ti dici “Sì ok buone ma… niente di che!” – una parte di me, quella umile, ti risponderebbe che non capisci ‘na ceppa. E ti risulterei simpaticissima, come l’amica del liceo che volevi infilzare con la matita HB sempre affilata per l’ora disegno tecnico.

Liz le vorrebbe così le lasagne al ragù. Per resuscitare il suo cuore strappato. Salderebbero anche le ferite di un cuore ridotto a brandelli delle lasagne così, seppur nel solo fuggente momento in cui le si mangia.

Mia suocera dice che una fetta delle mie lasagne ha la forgia di un mattone forato. Io le dico che se devo fare una cosa devo farla per bene – team lasagna piastrella hai perso, io sto con quella alta una spanna.

Prega il tuo Dio. Il mio cerco nell’energia che scaturisce dall’Amore Universale che muove il mondo (una certa parte di mondo) e le alte stelle. E il tuo? Ti dirò anche che esistono giorni dove non esiste Dio più grande della cioccolata calda con la panna.

Ama te stessa. E qui, durante la mia lunga vita, ho avuto una certa titubanza. Mi è successo che da piccola mi chiamavano la Signorina no – le amiche della nonna quelle simpatiche, le Strizzaguance. Ed io ero finita per esserlo, la Signorina No. Poi sono cresciuta e ho cominciato a piangere vedendo un nonno al parco col nipote, la pubblicità della carta igienica e anche X Factor. E quando il mio cane mi fissa con quegli occhi che sappiamo solo io e lui. Ho cominciato a sentire l’Amore, a toccarlo, a volerlo afferrare a due mani ogni volta che mi è possibile. Ma quello vero di Amore. Quello puro, che è diverso da quello che ti scatenano baci e carezze. Ed è allora che ho trovato me stessa ed è lì che ho amato me stessa ed è li che ho trovato la serenità. Anche senza l’aiuto di sostanze stupefacenti ma di sola consapevolezza e accettazione. Un bicchiere di vino poi aiuta eh. Ma io voglio vivere così, con:

Quattro piedi puntati a terra, la testa piena di foglie e il mondo visto attraverso il cuore.

La ricetta delle lasagne al ragù (che poi a casa mia si chiamano pasticcio) come piacerebbero tanto a Julia Roberts.

E poi altro che tacchino il giorno del ringraziamento. Più lasagne per tutti. Il segreto della perfezione nel campo delle lasagne al ragù (visione di un campo di lasagne 3,2,1: vieni a me) per quanto mi riguarda è frutto di 3 fattori imprescindibili: besciamella – fatta in casa, su questo non transigo – a fiumi; ragù saporito e pomodoroso; sfoglia all’uovo sottile come un velo. Fattore fuori decalogo, la lasagna come piace a me dev’essere alta almeno 4 dita.

Vi anticipo che non farò la snobpuristabacchettona che “il brodo solo con le verdure fresche” – a volte anche sì ma non oggi. Questa lasagna è contaminata dall’influenza nonna, e la mia nonna ci mette il Dialbrodo e ce lo metto anche io tiè. Detto ciò:

INGREDIENTI (dosi per un esercito, o per 8 che mangiano come me – teglia 30 x 40 cm)

Per il mio ragù (che farà felice Sara e la sua mamma che mi chiedono sempre di spiegar loro come lo faccio):

  • 500 gr di carne macinata mista (maiale e manzo)
  • 100 gr di cipolla gialla tritata
  • 100 gr di carote tritate
  • 30 gr di sedano tritato
  • 210 gr di polpa di pomodoro Mutti
  • 400 gr di passata di pomodoro Mutti
  • 1 cucchiaio di brodo vegetale granulare (Dialbrodo)
  • 100 gr di vino rosso da tavola
  • Olio evo, sale aromatizzato, pepe nero e peperoncino in polvere q.b.

Per la besciamella:

  • 1,5 L di latte intero
  • 150 gr di burro
  • 150 gr di farina 00
  • Sale q.b.
  • 500 gr di pasta fresca all’uovo sfogliavelo di Giovanni Rana
  • Grana grattugiato q.b.

Mentre assaggi ascolta: Something like happiness, The Maccabees

PROCEDIMENTO

  1. Ragù. Soffriggi le verdure tritate con un fondo d’olio. Dopo qualche minuto aggiungi la carne e fai andare mescolando per una decina di minuti a fuoco vivo. Sfuma con il vino rosso e, una volta evaporato aggiungi i pomodori. Mescola alcuni istanti e copri con l’acqua. Aggiungi il brodo granulare e le spezie. Cuoci per almeno 3 ore coperto a fuoco bassissimo (oppure, se hai la pentola a pressione, per un’ora e mezza). Aggiusta di sale e lascia “decantare” il ragù.
  2. Besciamella. Allora io la faccio in un modo che “non si fa”. Cracco bestemmierebbe alla sola vista di come la faccio io. Bastianich la lancerebbe sul muro chiedendomi se sono pazza. Eppure è l’unico modo in cui mi viene perfetta e pure buonissima, non si sente la differenza dalla besciamella “classica” neanche a volerlo. Detto ciò: fondi il burro, spegni il fuoco e versa poco a poco la farina, mescolando con una frusta. Versa a piccole dosi il latte a temperatura ambiente, una volta “assorbito” dalla farina versane un’altro po’ fino a versarlo tutto. Versa il latte poco a poco e amalgamalo man mano, è fondamentale per evitare grumi che sono il rischio maggiore di boicottaggio della besciamella. Ora puoi accendere il fuoco e mescolare con una frusta costantemente sino a che la besciamella non comincia a prendere forma addensandosi. Togli dal fuoco quando è ancora piuttosto liquida, sala e mescola per un altro minuto. Se siete delle povere vittime della besciamella imperfetta e nonostante preghiere e riti i grumi non vi hanno mai abbandonato, frullatore ad immersione alla mano e distruggeteli. Come niente fosse successo.
  3. L’unione fa la forza. Teglia pronta, sulla base un paio di mestoli di besciamella, uno strato di sfoglia fresca all’uovo (non c’è bisogno di lessarla, per questo bisogna tenere la besciamella piuttosto liquida), copri con uno strato di ragù e spalmalo a coprire interamente lo strato di pasta. Ora momento besciamella e spolverata di Grana. Di nuovo: pasta, ragù, besciamella. Il grana lo aggiungo a strati alterni e comunque senza esagerare. A mio parere non troppo modesto, una lasagna che si rispetti, e dunque da bava alla bocca coronata da successivo orgasmo palatale, deve avere almeno – e dico almeno – 7 strati di pasta-ragù-besciamella. E dico 7 perchè è anche il mio numero. Quando arrivate all’ultimo strato di pasta mettete uno strato di besciamella, qualche mestolo di ragù e nuovamente la besciamella corredata da una generosissima grattugiata di Grana.
  4. Infornate le lasagne al ragù a 200°C a forno ventilato per 20 minuti.

Mangiatevi ste lasagne al ragù e amate. E mentre lo fate non serve pregare Dio perchè lo vedrete subito dopo aver assaggiato il primo boccone. Estasi di Santa Teresa chi?

 

Ph. Sara Cartelli
© The Eat Culture

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